Gardeniser: un approccio europeo e condiviso al tema della sostenibilità

Creare “organizzatori di orti” questo è l’obiettivo che si pone il progetto Gardeniser realizzato da un consorzio di Paesi europei (Francia, Inghilterra, Austria, Germania e Italia), con il sostegno della Commissione Europea ed il coordinamento dell’associazione francese Pistes Solidaires a livello internazionale, e del CEMEA del Mezzogiorno in Italia. Durante i 24 mesi di durata del progetto (da ottobre 2013 a ottobre 2015) si dovrà costituire un pool di formatori da ognuno dei Paesi partecipanti al progetto.

L’iniziativa si inserisce all’interno di un percorso dai contenuti fortemente ecologisti. Un ambito nel quale i temi della sostenibilità, della tutela del verde, dell’approccio critico al consumo, della sovranità alimentare e della mutualità trovano una sintesi nella pratica diffusa degli orti urbani e condivisi. È un fenomeno che sta interessando, a vari livelli e in forme differenti, quasi tutti i Paesi industrializzati e non. L’Europa vanta una tradizione ormai consolidata in questo campo, con alcuni casi di eccellenza rappresentati da Paesi come la Francia, l’Inghilterra e la Germania.

In Italia la situazione è ancora in divenire. Sono moltissimi i progetti di orti urbani che si stanno realizzando nel nostro Paese. Nella città di Roma, dal 2009 ad oggi sono nati oltre 160 orti. Tuttavia, allo stato attuale, non esiste ancora un quadro regolamentare nazionale univoco e condiviso e spesso non c’è traccia di riferimenti legislativi neanche a livello locale.

Partecipare a Gardeniser, per noi italiani, diventa quindi particolarmente significativo, non solo per la possibilità di sviluppare specifiche competenze professionali per l’amministrazione e la gestione degli orti urbani, ma anche per la possibilità di uniformare le condizioni di contesto nazionali a quelle dei Paesi più progrediti da questo punto di vista.

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Nel primo incontro di aprile 2014 ad Aix-en-Provence in Francia
sisono definiti gli step del progetto, sulla base di un programma formativo articolato su 6 diverse sessioni che sintetizzano tutte le attività/problematiche legate alla realizzazione di orti urbani e condivisi. L’ampiezza dei temi trattati e, soprattutto, i diversi livelli di sviluppo del fenomeno nei diversi Paesi hanno fatto emergere il bisogno di un confronto approfondito per il lavoro di adattamento del modello formativo francese alle diverse realtà.

Trattandosi di un trasferimento di innovazione, dalla Francia, che vanta un notevole bagaglio di esperienza, i lavori sono stati inevitabilmente focalizzati prima di tutto sul modello francese che necessita di integrare le dimensioni degli altri paesi e le loro specificità attraverso il lavoro nei Focus Group internazionali in Germania, Regno Unito e Italia e attraverso il lavoro locale del Pool di formatori. Lo stato dell’arte in Italia, ad esempio, suggerirebbe una maggiore attenzione allo sviluppo di un adeguato legal framework, che il modello francese lo da per scontato.

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La definizione della griglia necessità – competenze ha dato il via ad una serie di considerazioni molto efficaci ai fini dello sviluppo di un professionalità più tecnica ed organizzativa. Le visite ai jardin ha fornito utili indicazioni e suggerimenti che potrebbero rappresentare delle buone pratiche da acquisire nelle varie realtà di orti urbani in Europa. Anche il tema della sostenibilità dei progetti è stato trattato in modo molto interessante, in alcuni casi associando il tema dell’efficienza con quello dell’estetica. È sicuramente il caso di Le Croque Jardin dove cucine e barbecue solari sono stati realizzati anche pensando alla forma, oltre che alla sostanza.

La grande opportunità data da Gardeniser sta anche nell’elaborare un metodo, comune e condiviso a livello europeo, per realizzare progetti di orti urbani: definizione delle fasi step by step, individuazione degli interlocutori istituzionali, definizione dei ruoli per i formatori, ecc. Lo sviluppo di uno standard comune potrebbe aumentare la possibilità di fare rete; rafforzare il ruolo dei formatori e garantire ai progetti di orti urbani una maggiore probabilità di successo.

In Italia abbiamo capito che dove ci sono gli orti non crescono la speculazione ed il degrado, Gardeniser sicuramente contribuisce a divulgare questo concetto in tutta Europa.

                                                        di LUIGI DI PAOLA