Trasferimento di innovazione Gardeniser: il corso di formazione

 

Dal 7 all’11 aprile l’associazione CEMEA del Mezzogiorno mi ha dato la possibilità di partecipare al  corso di formazione organizzato da RJSM (Rete del Mediterraneo dei Giardini Solidali) nella deliziosa cittadina Aix En Provence a sud della Francia. 

Esso ha costituito la fase iniziale del lavoro dei formatori dei partner europei aderenti al progetto Gardeniser: le associazioni francesi Pistes-Solidaires e RJSM, la Federazione delle Fattorie Urbane e Giardini Condivisi britannica (FCFCG), l’organizzazione tedesca (Arbeitsgemeinschaft Berufsbildung und örtliche Entwicklung e.V.) e quella austriaca BEST (Institut für berufsbezogene Weiterbildung und Personaltraining GmbH).

G1G2Il compito dei formatori è stato quello di valutare i 7 moduli formativi del corso organizzato in Francia per la professione di coordinatore di orti urbani e individuare quelli che sarebbero dovuti essere adattati ed integrati nei  focus group in programma negli altri paesi nei mesi seguenti per la realizzazione di un corso di formazione condiviso che ogni gruppo di formatori organizzerà nel 2015 nel proprio paese. Le lezioni si sono alternate tra presentazioni in aula, esercizi, testimonianze e visite di orti.

G3 Tra le presentazioni ho trovato molto interessante quella di Vincent Larbey “Appropriazione degli orti da parte degli ortisti” per la riflessione  sul profondo legame dell’uomo con la terra.Anche se breve, mi è sembrata molto valida l’esercitazione in piccoli gruppi formati da partecipanti dei  diversi paesi sulle fasi di un progetto di orto condiviso.

Ritengo, infine, molto rilevante la visita al “Croq’ jardin” composto da orti condivisi da famiglie, e altri utilizzati per percorsi educativi con persone con disabilità o svantaggio sociale e studenti. Abbiamo avuto la possibilità di ammiralo in ogni sua parte grazie all’esercizio molto divertente in piccoli gruppi formati da un formatore per ogni paese alla scoperta delle serre, dello stagno, dell’aerea di compostaggio, della cucina solare, dei pannelli solari, della pala eolica, del meccanismo per il pompaggio dell’acqua, dei bagni a secco.

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Qui è stata organizzata una lezione nell’aula all’aperto sulla sostenibilità di un progetto di orto: in particolare mi ha colpito la parte dedicata all’ ambizione necessaria per un progetto più attrattivo, che di sicuro in Italia non è sufficiente per un’attività di raccolta fondi e in un sistema di finanziamento che non è quello francese!

G7Ci è, infine stata mostrata l’area di compostaggio destinata ai rifiuti organici delle abitazioni e dei ristoranti di zona.

 Di sicuro è stata soddisfatta la mia aspettativa di conoscere l’esperienza francese degli orti condivisi. Ho avuto la possibilità di conoscere i formatori degli altri paesi europei scambiando e confrontando idee e pratiche soprattutto durante i momenti liberi.

Focalizzato sul trasferimento di innovazione, il corso ha visto la condivisione del modello formativo francese, prevedendo più tempo e spazio per un lavoro in piccoli gruppi durante i successivi focus group appunto per supportare il processo di adattamento e di integrazione dei vari moduli formativi alle specificità degli altri paesi.

di GIOVANNA LENZO